/images/portrait.jpg

Simone Vellei

👨 Senior Backend Developer at Cybus | ☁️ Cloud Adept | 🐧Linux/IoT Expert | 🏝️ Full-remote Addicted

Rigenerarsi con l'ozio

Possedere le tecniche di una disciplina ci permette di adottare strategie ad alto livello. Nel mio precedente articolo ho presentato quattro discipline che ci permettono di comprendere come approcciare delle sessioni di lavoro concentrato. Tuttavia ognuno di noi, durante l’arco della giornata, ha dei momenti in cui, scarico di energie, sente il bisogno di farsi trascinare dall’ozio.

L’ozio è il padre dei vizi.

Probabilmente questa frase non ti risuonerà tanto estranea, magari avrà fatto parte della tua infanzia o la assocerai ad una persona a te cara. Ma cosa ha a che fare l’ozio con il mondo del lavoro? Ti stupirà sapere che la pigrizia è fondamentale per il corretto funzionamento del nostro corpo, al pari della vitamina D.

Le quattro discipline dell'esecuzione

Forzare la nostra mente ad assumere un’abitudine è un’attività molto complessa. Nel mio precedente articolo ho presentato delle strategie per ritualizzare i comportamenti e renderli una consuetudine in modo da ottimizzare le risorse necessarie per una sessione di lavoro ad alta concentrazione.

Sebbene ora siamo perfettamente coscienti di cosa dobbiamo mettere in pratica per essere più efficaci sul lavoro, dobbiamo concentrarci sul come.

Il metodo 4DX

Chris McChesney nel 2012 con il libro The 4 Disciplines of Execution: Achieving Your Wildly Important Goals ha teorizzato quattro discipline per aiutare le aziende ad implementare strategie di alto livello. Come molte altre metodologie, anche la 4DX fornisce dei suggerimenti in maniera molto generica, in tal modo è possibile adattare le regole anche in altri ambiti, come ad esempio le modalità di lavoro. Il metodo è estremamente utile per comprendere il divario fra il cosa è necessario e il come realizzarlo.

Il rito della concentrazione

Trovare la giusta concentrazione e saperla dosare durante la giornata sono attività che hanno bisogno di una strategia concreta. Nel precedente articolo abbiamo visto come esistano quattro differenti filosofie per ottimizzare le risorse e minimizzare le distrazioni.

Indipendentemente dalla strategia scelta, mantenere una costanza del metodo applicato è tutt’altro che semplice. Nella cultura popolare cinese si tramanda che, affinché un comportamento diventi un’abitudine, occorrano 21 giorni consecutivi, senza interruzioni. In questo articolo mostro come sussistano ulteriori fattori che intervengono nella buona riuscita della creazione di un’abitudine della concentrazione.

Strategie per dosare la concentrazione

Lavorare in maniera concentrata è un valore fondamentale per ogni knowledge worker. Nel precedente articolo ho presentato come un ambiente di lavoro può essere progettato affinché tutti possano entrare in uno stato di profondo sviluppo umano, massimizzando le proprie abilità personali.

L’uomo, tuttavia, per sua natura, è in continua lotta con i suoi desideri. Non sorprende che fra i più comuni ci siano: mangiare, dormire, fare sesso. Seguono, subito dopo: prendere una pausa dal lavoro, controllare e-mail e social network, navigare sul web, ascoltare musica, guardare la TV. Del resto, ogni giorno, dobbiamo fare i conti con la nostra forza di volontà, quella forza che, in un mondo di distrazioni, ci riporta sulla via della concentrazione. Peccato che essa sia disponibile in quantità limitata, finita. Possiamo, infatti, pensare alla forza di volontà come un serbatoio di acqua che, consumata durante la giornata, tende inesorabilmente a svuotarsi.

L'ambiente di lavoro, una visione ideale

Nel precedente articolo ho scritto di come concentrazione e focus siano elementi preziosi per il lavoro dei knowledge worker. Le distrazioni, tuttavia, tentano continuamente di catturare la nostra attenzione e sottrarre tempo ai nostri task fondamentali. Molte di queste interruzioni nascono proprio all’interno del luogo stesso di lavoro. In questo articolo presento una elaborazione alternativa dell’ambiente lavorativo mirata alla ricerca della massima dedizione.

La Eudaimonia machine

Il termine Eudemonìa deriva dal greco εὐδαιμονία, parola composta a sua volta da εὖ “bene” e δαίμων “demone, sorte”. Il suo significato, preso dal contesto filosofico, diventa quindi: la felicità intesa come scopo fondamentale della vita.

Concentrazione e produttività di un knowledge worker

Forse sarà capitato anche a te di aver avuto bisogno di concentrazione per affrontare un particolare task ed essere stato continuamente distratto da e-mail, telefonate o riunioni.

In un mondo in cui la connettività è fondamentale per il naturale svolgersi della vita lavorativa, spesso si fa fatica a comprendere o, peggio, a misurare la produttività dei knowledge worker, ovvero di quei lavoratori che usano la conoscenza per operare su processi immateriali.