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Simone Vellei

👨 Senior Backend Developer at Cybus | ☁️ Cloud Adept | 🐧Linux/IoT Expert | 🏝️ Full-remote Addicted

Referendum 2025, la parola ai dati

Stavo sbagliando tutto: starmene fermo tutto quel tempo, zitto, immobile. Bisogna muoversi veloci, sempre più veloci: dribbling stretti, passaggi rapidi, tutto di prima. Bisogna spiazzarli. (Ciro Ascione - Sud)

Mancano pochi giorni al referendum del 2025, che si terrà l'8 e il 9 giugno. Saremo chiamati a votare per cinque quesiti e, complice la scarsa copertura mediatica, ritengo che pochi abbiano compreso appieno le motivazioni, siano esse del sì o del no. In questo articolo cercherò di fare un po’ di chiarezza, e condividerò lo studio che ho fatto per prepararmi al voto.

Running NATS on a FreeBSD Jail

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Questo post è stato originariamente scritto in inglese e tradotto in italiano tramite AI. Se noti errori di traduzione o passaggi poco chiari, segnalamelo pure.

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Negli ultimi mesi ho giocato con FreeBSD e le mie schede embedded Rock64 [1] [2]. Mi sono davvero divertito con l’esperienza e ho voluto passare al livello successivo sperimentando con le FreeBSD jails. Sono rimasto sorpreso da quanto fosse facile (e logico) creare e gestire un ambiente isolato. Ho anche notato che i comandi di basso livello sono stati incapsulati in interfacce più user-friendly (come bastille), rendendo l’esperienza complessiva molto più piacevole. Per avere un vero esempio di un microservizio in esecuzione in una jail, ho deciso di provare con NATS.

3 anni da remoto, 12 lezioni imparate

Ho sempre sognato di lavorare da remoto. La possibilità di gestire il mio tempo, di lavorare da qualsiasi luogo e di conciliare meglio vita personale e professionale sembrava un’utopia fino a pochi anni fa. Intendiamoci, ci sono stati Paesi precursori, come gli Stati Uniti, dove il lavoro da remoto, oggi, è una realtà consolidata, o i paesi scandinavi, dove la flessibilità lavorativa rappresenta una prassi diffusa. Ma in Italia, fino a pochi anni fa, il lavoro da remoto era considerato un vero e proprio tabù. I motivi? Ho passato l’intera vita professionale a pormi questa domanda e, nel contesto italiano, la risposta principale è sempre stata la stessa: il fattore culturale.

NetBSD on a ROCK64 Board

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Questo è il seguito del post precedente FreeBSD su una scheda ROCK64. Per farla breve, ho avuto la possibilità di resuscitare 4 single-board computer che stavano raccogliendo polvere nel mio ufficio. Ho deciso di installare FreeBSD su uno di essi ed è stato un successo. Questa volta ti mostrerò come e perché ho installato NetBSD su una seconda scheda ROCK64.

FreeBSD on a ROCK64 Board

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Questa è la storia di una scheda embedded e di un sistema BSD. Il titolo avrebbe potuto essere “Come resuscitare una scheda dimenticata e innamorarsi di nuovo dei sistemi operativi BSD”. Tutto è iniziato 6 anni fa quando ho comprato 4 schede Pine Rock64, con un progetto ben pianificato in mente. Ogni scheda era equipaggiata con un processore Rockchip RK3328 quad-core ARM Cortex A53 a 64 bit, 4 GB di RAM, 32 GB di memoria eMMC e una porta Ethernet Gigabit.

Anthropic's Claude Integration with Go and Lingoose

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Nel mondo in continua evoluzione dell’intelligenza artificiale, è arrivato un nuovo assistente AI chiamato Claude, che sta attirando molta attenzione. Creato da un’azienda chiamata Anthropic, Claude è incredibilmente intelligente e riesce a comprendere e comunicare con gli esseri umani in modi molto naturali e simili a quelli umani.