# Il lavoro agile uccide

Robert Rodriguez é un maestro (assieme a Quentin Tarantino) dei film d’*exploitation* in chiave moderna. Un genere di film che, mettendo da parte i valori artistici, risalta scene di violenza ed offre agli spettatori una visione cruda della realtà.

Sì, ma **cosa c’entra** Rodriguez col *lavoro agile*? Ve lo spiego. Dovete, però, aver presente la [scena del film *Machete*](https://www.youtube.com/watch?v=I16020r--oM) nella quale fuoriuscendo da una potente esplosione, l’assassino a cavallo di una moto, strazia i suoi nemici con una mitragliatrice. **Machete uccide**. È proprio questa improbabile scena ad essersi palesata nella mia mente quando ho letto che il *lavoro agile* uccide.

## La cultura aziendale é in pericolo?

Le prime notizie riguardo agli “efferati delitti” commessi dal *lavoro agile* provengono da oltreoceano, ed esattamente dagli USA, dove l’indiziato si fa chiamare *remote work*. Del resto, l’effetto post-pandemico del **ritorno forzato** in ufficio, ha avuto ripercussioni anche nella culla dei cambiamenti e delle innovazioni. Sembrerebbe, quindi, che questa volta la leva per contrastare il **Cambiamento** sia quella di puntare sulla cultura aziendale. La mancata presenza di un organico fisso in sede distruggerebbe le credenze, le norme e i valori importanti di un’azienda. Lo definirei un approccio distruttivo al *lavoro agile*. 

Ma, partiamo dall’inizio, cosa si intende per cultura aziendale? Sintetizzando alcune moderne definizioni possiamo schematizzare la **cultura aziendale** come l’unione dei seguenti tre punti:

1. **Valori.** Possono far parte di questa categoria la condivisione dei risultati, l’efficienza, l’inclusione o la trasparenza. Sono piccoli mattoni che compongono le fondamenta di un’azienda.
2. **Fiducia reciproca.** Spesso è ottenuta attraverso il supporto vicendevole e una comunicazione aperta e informale, con lo scopo di una proficua collaborazione.
3. **Stile di lavoro.** Sono le regole che permettono che tutto funzioni nel migliore dei modi, inclusa la gestione dei conflitti, l’atteggiamento o i flussi di rilascio di un prodotto.

Definita la cultura aziendale, le prossime domande che mi vengono in mente sono:

- Attraverso quale modalità un’azienda definisce valori, fiducia e stili di lavoro sintetizzati all’interno della propria cultura aziendale?
- In che modo i dipendenti scelgono volontariamente di aderire alla cultura aziendale?

Perché, badate bene, **non sono passaggi automatici**. La cultura aziendale, inoltre, non è statica, ma muta nel tempo, si adatta ai cambiamenti. É un processo sinergico e condiviso di continuo affinamento. Perciò, prima di **incolpare** il *lavoro agile* dell’uccisione della cultura aziendale, occorre essere sicuri che l’azienda abbia effettivamente attraversato in maniera virtuosa i processi per la costruzione di valori, fiducia e stile di lavoro. E, qualora, fosse realmente presente una cultura aziendale universalmente riconosciuta, occorre essere sicuri che essa sia **positiva**!

### Il luogo di lavoro

Come possa il luogo di lavoro entrare a far parte di tali **processi costitutivi**, è ancora ignoto. Quali **valori** possa mai rappresentare lo spazio antistante la macchinetta del caffè è ancora oggetto di studio. Come possa un tramezzino, consumato al bar dell’angolo, migliorare lo **stile di lavoro** è difficile da immaginare. Eppure alcuni manager ritengono che un *knowledge worker* in *lavoro agile,* non presente in ufficio, uccida la cultura aziendale. 

## Serial killer di cattive abitudini

In realtà, pensandoci bene, il *lavoro agile* potrebbe potenzialmente essere un serial killer, ma non di culture aziendali. Seguitemi, prendiamo la **legge 2017/81**, che definisce il *lavoro agile,* all’articolo 18:

> *Le disposizioni del presente capo [lavoro agile ndr], allo scopo di **incrementare la competitività** e **agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro**, promuovono il lavoro agile quale modalità di esecuzione  del rapporto di lavoro subordinato  stabilita  mediante  accordo  tra  le parti, anche con forme di **organizzazione per fasi, cicli e  obiettivi** e **senza precisi vincoli di orario o di  luogo  di  lavoro**,  con  il possibile  utilizzo  di  **strumenti  tecnologici**  per  lo  svolgimento dell'attività lavorativa. […]*
> 

É il legislatore stesso che conferma ben **5 “omicidi”** da parte del *lavoro agile*:

☠️ **Scarsa competitività.** La formulazione di questo articolo é cristallina. Il lavoro agile uccide tutte le pratiche non competitive, perché migliora la gestione dei processi aziendali. Una migliore gestione rende maggiormente competitiva l’azienda. 

☠️ **Stress degli orari di lavoro**. Un lavoratore che riesce a gestire il proprio tempo riesce a bilanciare le attività lavorative con i propri impegni familiari. Un lavoratore felice é un lavoratore più produttivo.

☠️ **Progettazione waterfall.** Grazie al supporto della metodologia Agile la progettazione viene organizzata a cicli con focus sugli obiettivi. Grande importanza viene data alla retrospettiva e all’affinamento dei processi.

☠️ **Ufficio.** Il *lavoro agile* si astrae dallo spazio, inteso come luogo fisico, e dal tempo. L’assenza di vincoli viene bilanciata da una maggiore responsabilizzazione.

☠️ **Obsolescenza.** Le modalità di svolgimento del *lavoro agile* impongono di essere efficienti dal punto di vista tecnologico. L’archivio cartaceo lascia il posto al Cloud e il telefono si trasforma in una chat con canali tematici.

## I testimoni

Per fortuna a scagionare il *lavoro agile* dall’accusa di aver ucciso la cultura aziendale ci sono **testimoni d’eccellenza**, il Washington Post ha pubblicato un [ottimo articolo](https://www.washingtonpost.com/technology/2022/09/01/remote-work-culture/) in merito. Un caso di particolare importanza è rappresentato dall’azienda **Gitlab** che, attraverso un [handbook](https://about.gitlab.com/handbook/), mostra **pubblicamente** come viene gestita un’azienda *full-remote* di circa 1.700 dipendenti. In questo manuale viene descritta la cultura aziendale, la *mission*, ma anche come gestire i conflitti o quali sono le fasi di rilascio del prodotto.

Giunti a questo punto e, uscendo dalla metafora, possiamo dire che il *lavoro agile* genera **abitudini virtuose** che rendono competitive le aziende e felici i dipendenti. Le aziende che abbracciano il **Cambiamento** sono sempre più numerose, veri testimoni per chi é ancora scettico.

