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Simone Vellei

👨 Senior Backend Developer at Cybus | ☁️ Cloud Adept | 🐧Linux/IoT Expert | 🏝️ Full-remote Addicted

Simulare l'opinione pubblica con Phero

Una singola risposta di un LLM ha una forma ordinata e sicura. L’opinione pubblica no.

Quando cambia una policy, esce un prodotto o un’azienda annuncia qualcosa di impopolare, la parte interessante raramente è la prima reazione. È quello che succede dopo, quando le persone vedono le reazioni degli altri. Gli argomenti si irrigidiscono. Nascono coalizioni. Un’obiezione pratica diventa la frase che tutti ripetono. Un punto debole sparisce perché nessuno lo raccoglie.

Phero 1.0.0: il linguaggio chimico degli agenti AI

Dopo una lunga serie di release 0.0.x, Phero raggiunge finalmente la v1.0.0.

Ce l’abbiamo fatta

C’è una sensazione particolare nel tagliare il tag 1.0.0. Le versioni 0.0.x sono un cantiere: abbatti muri, sposti le scale, ci dormi sopra e le ricostruisci il mattino dopo. 1.0.0 è il momento in cui apri finalmente la porta e dici: è pronto, e ci metto la faccia.

Oggi Phero supera quella soglia.

Se non lo conoscete ancora: Phero è un framework Go per costruire sistemi AI multi-agente cooperativi. Non un wrapper per LLM, ma un insieme di primitive piccole e componibili per orchestrazione, tool, RAG, memoria e comunicazione tra agenti, tutto provider-agnostic by design.

L'80% che nessuno mostra nelle demo: una guida pratica alla parte difficile del software

Una demo che funziona è una promessa che il sistema non ha ancora accettato di mantenere.

In un articolo precedente ho sostenuto che scrivere codice è, per Pareto, circa il 20% del lavoro, e che l’altro 80% è la parte che l’AI non sostituisce. Quell'80% l’avevo liquidato con una serie di punti elenco, e via. È stata una scorciatoia. Quei punti elenco sono l’intero argomento, e meritano più di una lista.

L'AI è la quinta tecnologia che renderà obsoleti gli sviluppatori

Ogni decennio, puntuale come un orologio svizzero, qualcuno annuncia che gli sviluppatori sono finiti. Il rito è sempre lo stesso: una nuova tecnologia promette di rendere superflua la figura del programmatore, qualcuno scrive un articolo trionfale, i decision maker si sentono autorizzati a sognare margini più alti.

Quattro precedenti

Anni ‘80: i linguaggi di quarta generazione

I 4GL promettevano la fine della programmazione tradizionale: il responsabile del controllo di gestione avrebbe scritto da solo i suoi report, l’analista commerciale avrebbe disegnato il suo gestionale. Per qualche tempo è andata bene, finché i sistemi sono rimasti piccoli. Poi il dato è cresciuto, i requisiti si sono fatti articolati, le performance hanno iniziato a degradare. Alla fine sono arrivati i programmatori a riscrivere tutto in linguaggi general-purpose.

Cinque riforme urgenti per uno stato laico e antifascista

In un’epoca in cui le democrazie occidentali si confrontano con crescente pluralismo religioso e culturale, la questione della laicità dello Stato torna al centro del dibattito pubblico. Il rapporto tra istituzioni pubbliche e confessioni religiose, modellato in Italia da accordi che risalgono al regime fascista, necessita di una profonda revisione per garantire pari dignità a tutti i cittadini, credenti e non credenti.

Propongo qui cinque riforme fondamentali che uno Stato autenticamente laico e antifascista dovrebbe considerare, partendo dal presupposto che laicità non significa ostilità verso la religione, ma piuttosto neutralità delle istituzioni e uguale trattamento per tutti.

L'AI Act europeo va riscritto

L’Europa sta commettendo un errore strategico di portata storica. Mentre Stati Uniti e Cina investono centinaia di miliardi nell’intelligenza artificiale e trasformano radicalmente le loro economie, noi ci stiamo ingessando in una ragnatela burocratica che rischia di condannarci all’irrilevanza tecnologica.

Il paradosso europeo: Etica senza innovazione

L’AI Act, entrato in vigore quest’anno, rappresenta il culmine di un approccio regolatorio che privilegia sistematicamente i rischi rispetto ai benefici. È la stessa logica che ha ispirato il GDPR e il Green Deal: l’Europa come “fabbrica di standard etici” piuttosto che di tecnologie competitive.